G come Gattonare – con Claudia De Carolis, psicoterapeuta

I nostri piccoli non ne hanno piena coscienza, ma destano in mamma e papà, oltre a tante gioie, una serie di attese e ansie “da prestazione”… Una per tutte, la classica angoscia materna quando il pupo non si mette a 4 zampe per andare a combinare guai in qualche sperduto angolo di casa  mentre i suoi amichetti lo fanno, eccome, per la felicità e la disperazione delle altre mamme! Ma perché non gattona? C’è qualcosa che non va, ci chiediamo? E’ un segnale di qualche strana malattia o di qualche problema nei nostri piccoli? L’abbiamo chiesto alla psicologa e psicoterapeuta Claudia De Carolis che ha dissipato la nostra ansia: ebbene sì, non tutti i bimbi gattonano!

 

Intorno all’anno di età, quasi tutti i bimbi camminano, e dagli 8 ai 10 mesi alcuni bambini possono gattonare. Ma, la domanda che tanti genitori si fanno è: “E’ normale se mio figlio non gattona?”. La risposta è: “Sì!”, è normale che possa non gattonare perché i tempi per ogni bambino sono particolareggiati ed ogni bambino raggiunge sia il gattonamento che la posizione eretta seguendo i suoi tempi e quando si sentirà in grado di farlo. Forzarlo non permette al bambino di misurarsi con la sua forza fisica e non permette al bambino di fronteggiare e  di raggiungere quella posizione quando si sentirà sicuro di farlo.

Ciò che i genitori possono fare per favorire il movimento, sia esso il gattonamento sia qualsiasi altro tipo di movimento, è intanto mettere in sicurezza la propria casa per non essere in ansia, per essere più tranquilli e permettere al bimbo di avere uno spazio sufficientemente tutelato. E poi liberare lo spazio del tappeto-gioco o lo spazio in cui lui gioca scegliendo giochi che favoriscano il movimento, come giochi che rotolano, si muovono, o giochi che, anche se non si muovono, possono essere messi a sufficiente distanza da lui perché il bambino possa prenderli e possa sentirsi incuriosito al punto da volerli afferrare. Anche la curiosità nei bambini può avere tempi differenti: una mamma può provare, nel caso in cui ritenesse il suo bambino particolarmente pigro, a sollecitarlo con alcuni giochi, non cadendo però nell’errore di inutili confronti che possono essere fonti di grandi ansie sia per lei che per il bimbo.

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